Che cosa deve fare un software di progettazione impianti
Un software di progettazione impianti serve davvero quando copre l’intero flusso di lavoro: lo schema di processo con il P&ID, il modello 3D con layout e piping, la parte elettrica e strumentale, gli elaborati e le distinte che vanno in officina e in cantiere. Se ogni fase vive in uno strumento separato, i dati si ricopiano a ogni passaggio e ogni modifica va riportata a mano negli altri strumenti, con il rischio di produrre errori ogni volta che avviene un aggiornamento dei dati. Il criterio da cui partire nella scelta non è quindi l’elenco delle funzioni, ma il modo in cui le fasi propagano i dati. Questa guida ripercorre il flusso di progettazione di un impianto industriale e mostra che cosa serve in ogni fase, usando come riferimento ESAPRO, la suite che ESAIN sviluppa dal 1994, con oltre 4.000 installazioni nel mondo. La suite è organizzata per aree applicative, Process Design, Plant Design ed Electrical Design, ciascuna con prodotti e add-on che coprono una parte del flusso. Il principio che regge tutto è un database di progetto unico e condiviso tra le fasi: il dato entra una volta e ogni disciplina lo ritrova, dagli schemi fino alle distinte.
Dallo schema di processo al P&ID: dove nasce il progetto
Il progetto di un impianto nasce dallo schema di processo, il P&ID: linee, valvole, apparecchiature e strumenti, ciascuno con i propri dati. In questa fase il software deve produrre schemi intelligenti, dove ogni simbolo è un oggetto con attributi e specifiche, non un disegno da reinterpretare a valle. ESAPRO P&ID, il prodotto dell’area Process Design della suite, è guidato dalle specifiche di piping: i componenti inseriti vengono confrontati con le specifiche di progetto e le incongruenze emergono durante il disegno, quando correggerle costa poco. Dallo schema si generano in automatico le liste di linee, valvole, apparecchiature e strumenti, con esportazione in Excel, e il confronto tra revisioni mostra che cosa è cambiato tra un’emissione e l’altra. Gli schemi rispettano gli standard di simbologia e nomenclatura ISA e KKS. Quello che entra nel P&ID diventa la base dati del progetto: nelle fasi successive non va ridigitato, va usato.
Dal P&ID al modello 3D: layout, interferenze, isometrici
La seconda fase porta il processo nello spazio: il layout dell’impianto, i percorsi delle tubazioni, le apparecchiature e le strutture. Qui il software deve offrire una modellazione dedicata all’impiantistica e un legame vivo con lo schema. ESAPRO 3D Piping, il prodotto dell’area Plant Design, modella il piping con cataloghi di oltre 40.000 componenti, controlla le interferenze prima che diventino problemi di montaggio e genera in automatico tavole 2D, isometrici e distinta materiali (MTO) con flange, raccorderie e riduzioni. La coerenza tra schema e modello non è affidata all’attenzione del progettista: la verifica tra P&ID e 3D segnala gli scostamenti, perché i due ambienti leggono lo stesso database di progetto. Un impianto richiede inoltre un approccio multidisciplinare, e la gestione del BIM è un requisito fondamentale, soprattutto nella progettazione di impianti nuovi: ESAPRO 3D Piping si integra con il flusso BIM. Per chi interviene su impianti esistenti, invece, l’integrazione con le nuvole di punti da laser scanner permette di progettare direttamente sullo stato di fatto, un caso frequente negli ampliamenti e nei revamping.







